“Cara Italia”, ad ANCI2026 la lettera aperta dei sindaci al Paese

Dai Comuni al Paese, il racconto della Repubblica che vive nei territori
C’è un’Italia che ogni giorno si riconosce nei suoi Comuni: nelle piazze, nelle strade, nei quartieri, nei borghi, nei luoghi in cui le istituzioni incontrano la vita quotidiana delle persone.
È da questa Italia, vicina e concreta, che nasce “Cara Italia”, il titolo scelto per l’Assemblea Annuale ANCI 2026 e il concept della sua identità visiva. Una lettera aperta dei sindaci al Paese nell’anno in cui la Repubblica celebra i suoi ottant’anni.
Il titolo racconta un legame profondo: quello tra i Comuni, i cittadini e le istituzioni democratiche. Perché la Repubblica vive prima di tutto nei territori, nelle città, nei borghi, nei quartieri e nelle comunità. È lì che i principi costituzionali diventano ogni giorno servizi, diritti, ascolto, inclusione e cura delle comunità.
I sindaci sono il volto più vicino della Repubblica. Sono il primo presidio democratico del Paese: amministratori che vivono accanto ai cittadini, ne raccolgono domande e speranze, affrontano fragilità e trasformazioni, costruiscono ogni giorno risposte concrete.
La “lettera aperta” è un racconto di responsabilità e vicinanza. Una riflessione sul significato della Repubblica vista dal livello istituzionale più prossimo alle persone. Un punto di vista privilegiato da cui osservare le trasformazioni sociali, le fragilità, le opportunità e le speranze che attraversano il Paese.
Per questo “Cara Italia” non guarda soltanto al passato e agli ottant’anni trascorsi. È soprattutto una dichiarazione di impegno verso il futuro: i sindaci riaffermano il proprio ruolo di custodi della coesione sociale, della partecipazione civica e della qualità della vita delle comunità che amministrano.
Nel celebrare la Repubblica, i sindaci celebrano il legame che tiene insieme istituzioni e cittadini. Un legame fatto di presenza, fiducia e responsabilità quotidiana. Perché da ottant’anni la Repubblica vive nei suoi territori. E ogni giorno, nei Comuni d’Italia, continua a rinnovarsi.




