LgNetEA: a Taranto un libro scritto insieme ai migranti di “Noi e Voi”

Dalla rete del progetto “LgNetEA – Rete dei Comuni per una rapida risposta e servizi per l’inclusione d’emergenza in aree urbane svantaggiate”nasce anche un libro: “Non siamo razzisti ma meglio vigilare”. È questa la pubblicazione a firma di Adriano D’Altri ed edita da Scorpione editrice che racconta l’esercizio di condivisione di chi decide di fare da insegnante volontario della lingua italiana ad alcuni ragazzi migranti delle case di accoglienza dell’associazione “Noi e Voi”, che per il Comune di Taranto porta avanti le azioni del progetto LgNetEA. D’Altri, vice presidente dell’associazione Amici di Manaus, negli scorsi giorni ha presentato il volume, edito da Scorpione editrice, in un incontro che si è svolto nel seminario minore di Poggio Galeso, al quartiere Paolo Sesto di Taranto. Alla serata di presentazione hanno partecipato don Francesco Mitidieri, presidente dell’associazione “Noi e Voi”, Giovanni De Giorgio, presidente dell’associazione “Amici di Manaus”, a sancire il legame e il lavoro svolto in sinergia tra queste due realtà associative del territorio, e poi don Davide Errico, direttore spirituale del seminario maggiore di Molfetta. “Con questo libro voglio lanciare un messaggio semplice anche se controcorrente. Il razzismo non è un mostro del passato. È presente anche oggi – spiega Adriano D’Altri – ed assume la forma del buonsenso, si insinua nella quotidianità ed è difficilmente riconoscibile ma i suoi effetti sono nefasti. Quando mi sono messo intorno ad un tavolo con questi ragazzi per insegnare l’italiano, mi sono reso conto che quella era un’esperienza eccezionale di integrazione umana, che passava attraverso la lingua. “Ci siamo insegnati” vicendevolmente, imparando a convivere, a stare insieme. A causa del Covid19 abbiamo dovuto arrestare questo percorso ma è stata un’esperienza incredibile”. 

LGNetEA è l’iniziativa co-finanziata dall’Unione Europea con la linea di finanziamento delle Misure Emergenziali del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), direttamente gestita dalla Commissione Europea e che vede insieme Ministero dell’Interno (Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione), il sistema dei Comuni italiani rappresentato da ANCI, Cittalia, ANCIComunicare e diciotto Comuni, che si sono messi in campo per fare sistema e migliorare le performance in ambito di politiche dell’immigrazione e dell’integrazione di fronte alla rilevante presenza nei loro territori di situazioni di estrema vulnerabilità.

Il territorio tarantino, in particolare, è caratterizzato da una presenza di migranti “in transito”: alcuni di essi non godono ancora di uno status giuridico definito e si trovano quindi all’interno del territorio comunale per riprendere il percorso amministrativo-giudiziario della loro richiesta d’asilo. Anche la ricerca di lavoro, tipicamente stagionale, è alla base della loro presenza a Taranto, anche se, a causa degli effetti della pandemia Covid-19, molti settori hanno dovuto interrompere le proprie attività.

Nell’ambito del progetto, l’ente locale ha attivato degli alloggi di pronta accoglienza coinvolgendo gli ospiti in attività di impegno civico. Inoltre è stata attivata un’unità mobile, in collaborazione con la locale Asl, che si avvale di ben 6 spazi “One Stop Shop” per le attività di assistenza e orientamento delle persone intercettate sul territorio. Il progetto LGNet costituisce, in questa fase, una soluzione concreta, contribuendo a incrementare ulteriormente le azioni di integrazione ed inclusione attive sul territorio, agevolate da una consolidata rete tra enti pubblici e del terzo settore.

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