Monte Compatri, un borgo medievale dove storia e innovazione coesistono
È sulle colline dei Castelli Romani, a Monte Compatri, che FiberCop – gestore dell’infrastruttura digitale più estesa e capillare del Paese – realizza la rete in fibra ottica portando innovazione in un borgo medievale vivo, fatto di vicoli stretti, piazzette raccolte e panorami che si aprono sulla valle Prenestina e sul verde dei Colli Albani.
Qui il tempo sembra avere un passo diverso, lontano dal caos cittadino, accompagnato dai sapori delle specialità locali.
Al centro del paese, tra il Duomo di Maria Assunta in Cielo e il Monastero di San Silvestro, sono custodite opere d’arte che testimoniano secoli di storia.
Dai Colonna ai Borghese, dai monaci di San Silvestro fino ai cittadini di oggi, Monte Compatri è una comunità che interpreta il cambiamento come continuità: l’innovazione tecnologica non cancella il patrimonio storico, ma ci dialoga senza perdere la propria identità.
Oggi in questo equilibrio si inserisce l’operato di FiberCop. La rete attraversa strade e colline, collega case, scuole, attività dei giovani imprenditori, aprendo il paese al resto del mondo non come un elemento estraneo, ma come un’estensione naturale.
I vicoli in tufo, le cantine e i palazzi storici si affiancano così al digitale, trasformando Monte Compatri in un esempio di continuità tra tradizione e sviluppo.
Passeggiando tra i rioni, sotto le abitazioni, scavate nella roccia, si trovano ancora le cantine dove riposa il vino, che da queste parti non è solo un prodotto, ma un pezzo di identità.
Sopra, invisibile ma presente, la connessione rende possibili nuove forme di lavoro, studio e comunicazione. A testimoniare in prima persona i benefici di questo intervento è Francesco Ferri, Sindaco di Monte Compatri, che sottolinea come l’arrivo della fibra ottica rappresenti un passo importante per la comunità: “FiberCop ha operato con attenzione, integrando l’infrastruttura nel tessuto urbano senza alterarne il carattere. Oggi il nostro borgo è ancora più connesso, senza rinunciare alla sua autenticità. È un investimento che guarda al futuro, che sostiene famiglie, imprese, scuole e che rafforza le opportunità per i nostri cittadini”.
È come se il borgo, forte delle sue radici, avesse scelto di guardare avanti con lucidità.
In un territorio come quello dei Castelli Romani, ogni intervento va fatto con attenzione e tutto deve essere integrato con coerenza per non modificare l’architettura e il paesaggio.
In questo quadro, grazie all’intervento di FiberCop, l’infrastruttura si inserisce nel piccolo paese in modo discreto, perché essere protagonisti della trasformazione digitale significa prima di tutto saper ascoltare territori e comuni. Ogni scavo e ripristino, infatti, viene eseguito con cura, restituendo le superfici allo stato originale.
È su questa consapevolezza che si basa l’impegno di FiberCop, che oggi gestisce una rete estesa per circa 27 milioni di chilometri, pensata per innovare senza forzare, ma valorizzando i contesti in cui si inserisce.
Nel Lazio questo approccio ha già prodotto risultati concreti come ricorda Massimo Coluzzi, Responsabile Field Operations Line Lazio: “Ad oggi sono già state collegate oltre 1,82 milioni di unità immobiliari e, nella sola provincia di Roma, la copertura FTTH ha superato il 70%. È un passo importante verso un futuro più connesso e inclusivo. Su queste basi, FiberCop continua a investire nella trasformazione digitale del territorio, realizzando un’infrastruttura stabile e veloce, capace di sostenere le imprese, migliorare la qualità della vita dei cittadini e contribuire alla crescita dell’economia locale”.
Una tecnologia progettata per collegare le persone e offrire servizi essenziali, dallo smart working alla telemedicina, dallo streaming alla gestione intelligente dei servizi urbani, rispettando e valorizzando il paesaggio.
E lo fa con un’attenzione anche all’ambiente, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ e dimostrando che innovazione e sostenibilità possono andare nella stessa direzione.
Dietro tutto questo c’è il lavoro di squadre esperte, capaci di muoversi nei centri storici con rispetto e sensibilità, tenendo conto della vita quotidiana delle persone. Perché collegare un paese non significa solo portare una tecnologia, ma prendersi cura di un luogo e di chi lo abita.




