Lgnet 3: l’impegno del Comune di Genova e Anci Liguria per il sostegno all’abitare

Nell’ambito del progetto LgNet3 – l’iniziativa che vede insieme il Ministero dell’Interno, l’ANCI, la Fondazione Cittalia e 22 Comuni, finanziata dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027 – il Comune di Genova e ANCI Liguria, che operano in stretta sinergia per favorire l’integrazione e l’autonomia dei cittadini stranieri vulnerabili, danno vita alla figura del “mediatore immobiliare”.

Pensato per rafforzare l’attività di sostegno all’abitare, il mediatore immobiliare opera all’interno di un’équipe multidisciplinare composta da un educatore e uno psicologo, coordinata dalla Direzione Fragilità e Vulnerabilità Sociale del Comune, con il compito di dialogare con il mercato privato, offrendo ai proprietari garanzie finanziarie e assistenza tecnica, e agli inquilini un percorso di educazione alla locazione responsabile.

Si tratta di un vero cambio di narrazione: il supporto socio-educativo costante garantito dal mediatore rende il processo di locazione più semplice e sicuro per tutti. Questa ritrovata serenità punta, inoltre, a far emergere opportunità immobiliari finora latenti. I numeri confermano l’efficacia del modello: nell’ultimo anno, 158 persone hanno trovato casa, circa 200 sono state profilate e 24 (tra singoli e nuclei familiari) hanno già proceduto all’acquisto di un immobile.

“Da luglio, momento del nostro insediamento, abbiamo impresso una decisa accelerazione al progetto LGNET 3, in cui crediamo profondamente – afferma Cristina Lodi, Assessore al Welfare del Comune di Genova – Il nostro obiettivo è stato fin da subito rendere questo servizio il più accessibile e capillare possibile, e i risultati di questi ultimi mesi tra il 2025 e l’inizio del 2026 parlano chiaro: abbiamo assistito a una vera esplosione di utilizzi. Ad oggi, 150 persone hanno già trovato casa, con un regolare contratto di affitto, mentre attualmente altre 180 sono seguite in questo percorso; inoltre, una ventina di famiglie è riuscita addirittura ad acquistare casa”.

“Questo progetto ha dimostrato il suo valore nelle grandi città, ma ora la sfida è estenderlo ai Comuni medio-piccoli – sostiene il Sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, Presidente della Commissione Immigrazione nazionale Anci e regionale Anci Liguria – L’obiettivo è gestire un’immigrazione regolare offrendo percorsi reali a chi vuole integrarsi, garantendo al contempo la massima tutela ai proprietari immobiliari, che hanno il sacrosanto diritto di sentirsi rassicurati nell’affittare i propri beni. Grazie alla disponibilità del Ministero dell’Interno e a un contesto politico favorevole, abbiamo l’opportunità di incidere sul nuovo Piano Casa che il Governo sta delineando”.

“Gli strumenti di mediazione che l’ente pubblico può mettere in campo tra proprietà e inquilini sono fondamentali per costruire un accompagnamento all’autonomia abitativa — sottolinea l’Assessore alle Politiche della Casa del Comune di Genova, Davide Patrone – L’obiettivo è inserire i fabbisogni abitativi specifici all’interno di una risposta pubblica organica, in modo unitario e non frammentario, capace sia di rafforzare l’intervento diretto del Comune sia di attivare forme strutturate di matching con il mercato privato. In questo quadro, il mediatore immobiliare agisce come un vero e proprio facilitatore: abbatte i pregiudizi, offre tutele concrete ai piccoli proprietari attraverso i fondi di garanzia e rende possibile l’utilizzo di alloggi oggi sfitti”.

“Si tratta di un traguardo fondamentale per LgNet, non solo per i risultati raggiunti, ma per la conferma ufficiale arrivata dal Ministero: il progetto proseguirà per i prossimi due anni con un incremento delle risorse – commenta il Vicedirettore di Anci Liguria Luca Petralia – Questo annuncio premia l’efficace azione di regia che ha visto collaborare 21 città, le Anci regionali e quella nazionale in una sinergia senza precedenti. La nostra cabina di regia ha dimostrato di non essere soltanto un centro di erogazione di interventi tecnici, ma un vero motore di cambiamento culturale”.

Nel corso dell’evento è intervenuto anche il Direttore Sociosanitario dell’Azienda Territoriale Sanitaria Ligure (ATSL) Pierluigi Vinai: “Per la prima volta in Liguria, stiamo tracciando una rotta comune attraverso il Piano Socio-Sanitario Integrato Regionale, un documento unico che supera la storica frammentazione tra politiche sanitarie e sociali. La nostra priorità è rispondere con precisione alla fragilità e alle dipendenze, ed è per questo che abbiamo istituito un dipartimento dedicato: l’obiettivo è garantire un’integrazione reale tra i LEPS e i LEA, favorendo un dialogo operativo costante tra distretti sociosanitari e ambiti sociali. Questo nuovo paradigma non è solo una scelta organizzativa, ma un terreno fertile per potenziare progetti strategici come il FAMI e LgNet. Creando una rete solida e coordinata, offriamo a queste iniziative la struttura necessaria per generare un impatto profondo e duraturo sul territorio, mettendo finalmente la persona, nella sua interezza, al centro delle nostre politiche regionali”.

 

 

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